Pensiero nel pensiero PDF Stampa E-mail
Mercoledì 07 Ottobre 2015 09:02

Pensiero nel pensiero

Noi frequentatori degli incontri di gruppo all'Associazione IDEA sappiamo bene come il nostro disagio ci abbia resi nel tempo abili naviganti della mente. Siamo persone dotate di una grande sensibilità, quel tipo di intelligenza che si acquisisce quando si convive per lungo tempo con una malattia che limita l'esistenza. Nel nostro caso la malattia è la depressione, quella forma di disagio in cui si convive quotidianamente con il dolore nell'assistere passivamente all'inutile scorrere del tempo. Quello che sappiamo fare meglio, dunque, è forse pensare; forse solo dopo il nostro modo puro di sorridere. Così questi giorni ho riflettuto su cosa avrei potuto scrivere a Luana riguardo alla mia esperienza nel gruppo IDEA del Mercoledì, e ho ritenuto alla fine che il modo più semplice per riassumere e rendere la mia esperienza agl'altri è scivere un pensiero che è nato un giorno lungo la strada di ritorno una volta uscito dalla scuola Leonardo Da Vinci di via Cavour dove l'Associazione ha sede. Quello che lascio a Luana e agli amici di IDEA è quindi un pensiero nel pensiero.

Pecorrevo la strada su per via cavour verso la stazione Termini. In genere quando esco dall'incontro ho sempre uno slancio di positività stimolati dal fatto di avere ascoltato altre storie di disagio come la mia,avere percepito almeno solo per un istante il dolore altrui e aver avuto l'opportunità di esprimermi. Questo è ciò che ho avuto la necessità di fermare a parole mentre mi avviavo per la strada di ritorno:

"Se esiste qualcosa in me a cui potrei essere grato è forse il fatto di non aver ancora perso la mente o di non essermi tolto la vita. In momenti come questo, di buona riflessione o di gratitudine verso l'esistenza (una sorta di ritrovata lucida riflessione), avverto un vissuto interiore del mio rapporto con quel malessere che si definisce comunemente con la parola "depressione" (calcando un terreno comune noto a molti, almeno sulla superficie di un profondo e vasto campo arido fatto di desolazione e solitudine).

Più intimamente, avverto sulla pelle il mio rapporto con quello stato di impalpabile esistenza: la depressione sembra assumere più l'aspetto di un profondo viaggio interminabile di vita di crescita, piuttosto che solo una invalidante malattia."

Federico R.